1. Accoglienza |
IL TOSSICODIPENDENTE:
E' una persona che ha un problema in piu: LA DROGA
L'accoglienza è forse il momento più importante per il ragazzo che si avvicina al programma, egli deve sentirsi realmente "accolto" nel senso che deve sentire una persona vicina al suo problema; una cosa importante, essenziale per l'accoglimento del giovane, è la valutazione delle reali motivazioni che egli ha. Talvolta egli ne è completamente privo, segue i genitori per far calmare le acque, per tentare di evitare la giustizia, per sfuggire ai pericoli del suo ambiente….
Sempre e comunque è una fuga dalla realtà e una ricerca di una realtà diversa. Si puo accogliere il giovane anche se non motivato in quanto prima si fanno con lui e con la famiglia (se c'è) colloqui dai quali emergono le reali motivazioni che hanno portato il ragazzo ad una richiesta di aiuto ed alla "decisione di cambiare vita".  |
a) ORIENTAMENTO:
A seguito dei colloqui si inserisce il ragazzo al lavoro di gruppo, il primo si chiama GRUPPO ORIENTAMENTO. In esso il giovane troverà un inserimento tra le persone che hanno lo stesso problema e che cercano una possibilità di uscirne. Il gruppo è aperto a qualsiasi problema che il giovane voglia portare in discussione, ma il lavoro è basato soprattutto sul confronto, sui meccanismi di ognuno, e mettono in luce le reali problematiche della persona. In questa fase il ragazzo deve prendere coscienza che non è solo e che può ricevere aiuto solo se è onesto con sè e con gli altri. |
b) INTERMEDIO:
Nel Gruppo Intermedio il giovane prende visione del suo modo di essere e di rapportarsi con gli altri. E' importante per lui scoprire qual' è l'immagine di se stesso che ha propinato agli altri, immagine che può essere di duro, di violento oppure di bravo ragazzo, di perfetto etc… sulla quale lavorare per abbandonarla e abbandonandola egli si sentirà immaturo, pieno di problemi ma scoprirà pure che non è solo, che attorno a lui ci sono altre persone disposte ad accettarlo per quello che è. Sarà sufficiente abbattere il muro di orgoglio che si è innalzato a difesa della sua immagine per chiedere un aiuto reale. Avrà intanto scoperto che è sufficiente avere assolto ai piccoli impegni per sentirsi soddisfatto e per trovare la forza di andare avanti. |
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c) PRE-COMUNITA':
Nel Gruppo Precomunità il giovane verificherà quale è il suo grado di maturazione e di disponibilità per accettare un'istituzione chiusa quale è la comunità terapeutica. Avrà imparato a riconoscere i suoi sentimenti, ad accettarli anche quando gli procurano malessere. Avrà imparato che occorre un equilibrio tra l'istinto che accompagna i sentimenti di "pancia" e la ragione che li controlla "testa". Alla luce di questo equilibrio cercato momento per momento nelle giornate lavorative della "precomunità" il giovane ambirà alla comunità, cosciente che i sacrifici e le rinunce che gli saranno richieste per lui avranno il sapore di conquista: la conquista ed il cambiamento di se stesso. Al di là delle linee di principio su esposte, occorrerà tenere conto che ogni individuo rappresenta un piccolo universo diverso da qualsiasi altro. Non sarà la persona più o meno giusta per il programma, ma bensì il programma più o meno giusto per la persona. I tempi di attuazione perciò saranno diversi per ognuno ed anche il metodo di attuazione. L'operatore lavorerà sempre nella ricerca della verità per ottenere la giustizia, anche se doloroso. In accoglienza non si usa la terapia direttiva, la si può usare talvolta per la sfera comportamentale. |
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2. Comunità terapeutica ed educativa |
La comunità terapeutica è una unità micro sociale, chiusa ai pericoli della droga. Questa propone ai giovani le stesse difficoltà e problemi che nella società non hanno saputo affrontare, offrendo gli strumenti e l'aiuto adatto. Ben presto il ragazzo capisce che il suo problema non è la droga in se stessa e che questa è stata usata per fuggire dalla sua realtà. Per questo il lavoro svolto viene definito "terapia della realtà". Tramite i gruppi di confronto l'individuo viene portato alla piena accettazione di sé, quindi può vedere quali sono i suoi elementi positivi da elaborare, quelli negativi da cambiare, oppure può analizzare problemi di tipo psicologico che condizionano i suoi comportamenti. Il successo del lavoro è dato dal fatto che dopo avere vissuto parecchi anni in determinati ambienti, assume un certo comportamento e perde ogni tipo di valore umano; un tossicomane può essere definito: egoista pigro, disonesto, irresponsabile, mancante di rispetto verso sé, gli altri, le cose, è distruttivo verso se stesso e gli altri, è immaturo, un manipolatore, un violento, si vittimizza per giustificare se stesso, non accetta le proprie emozioni, evita ogni difficoltà, non affronta i problemi, usa e strumentalizza tutto e tutti. Perciò la comunità offre una preparazione alla vita; man mano che l'individuo cresce, acquisisce una preparazione umana con dei valori base quali: responsabilità, onestà, rispetto, amore, verità, quindi si rende conto che per vivere deve lottare, che un uomo cerca indipendenza e autonomia pur vivendo con la gente. |
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| Iter terapeutico della Comunità
L'iter terapeutico presso la comunità terapeutica risponde ai criteri del nostro programma volto al recupero della tossicodipendenza sulla base di una specifica metodica ed è una comunità mista specializzata in terapia di coppia, anche con figli. |
a) INTERVISTA:
Prende l'avvio con l'intervista, primo momento da superare per essere accettato, esprimere agli operatori ed al fratello di comunità che gli stanno di fronte, il suo estremo bisogno di essere aiutato. Trovare le parole per la sua angoscia, mostrare la sua impotenza, sentirsi accettato e capire di essere arrivato in un luogo sicuro dove continuare a costruire il proprio futuro. |
b) GRUPPI DINAMICI:
Dal primo al quinto mese, l'intervento è finalizzato alla definizione e puntualizzazione della motivazione; alla decodificazione dell'immagine e alla messa in luce dei meccanismi di difesa e ad una prima conoscenza di sé. A tale fine utilizziamo i "gruppi dinamici", centrati sul presente emotivo e volti ad un primo riconoscimento del sentimento o sentimenti vissuti. Tali gruppi, che mirano a creare dei rapporti chiari e solidi tra gli utenti, accompagnano il ragazzo per tutto l'iter terapeutico. |
c) GRUPPI CONFRONTO E DI AUTO-AIUTO:
Il più originale ed efficace mezzo terapeutico basato sulla valutazione della propria capacità di essere onesti è il "confronto", esso si attua in ogni momento della convivenza ed anche nei gruppi d'incontro che occupano molte ore del programma giornaliero della comunità terapeutica e per tutta la sua durata. |
d) GRUPPI FAMIGLIA:
Dal quinto al dodicesimo mese, l'utente deve affrontare alcuni gruppi statici di fondamentale importanza per la verifica della maturazione raggiunta ed il proseguimento del suo cammino, che diventa sempre più irto di difficoltà.
A questo punto il programma terapeutico è centrato anche sul rapporto con la famiglia e sulla necessità ed opportunità di modificarne i rapporti comunicativi. Pertanto si svolgono alcuni "gruppi-famiglia" su base emotiva ed intervento di roleplying, nonché "gruppi misti genitori" con l'intento di liberare i rapporti intrafamiliari da blocchi nella comunicazione.
Il tutto culmina con un ulteriore importante passo per l'utente denominato "incontro speciale" che rappresenta una pietra miliare anche per i genitori dello stesso, considerato che da quando il ragazzo entra in accoglienza, i genitori sono tenuti a seguire un programma specificatamente preparato per loro. Il coinvolgimento della famiglia nel processo di crescita del ragazzo è ritenuto un elemento di grande importanza che il ragazzo apprezza come prova di collaborazione e solidarietà e che dà loro l'occasione di riconsiderare il contesto familiare con i suoi rapporti interni e i suoi comportamenti. |
e) AUTOVALUTAZIONE:
L'ultimo gruppo che completa e suggella "l'iter terapeutico" è il "gruppo auto valutazione", nel quale ha luogo una visione dell'insieme del lavoro svolto e fatto dal ragazzo.
La comunità terapeutica è stata vissuta ogni giorno come una tappa del cammino di liberazione da tutte le dipendenze e da tutti i disagi interiori, arrivando pertanto al momento di verificare quanto ha conquistato finora e come portarlo con sé nella fase successiva che è il reinserimento. |
f) INTERVENTI SPECIALI:
Contestualmente a questi gruppi sono previsti interventi speciali, resi necessari dalla natura del conflitto emerso e rivolti al suo superamento. Le tecniche adottate traggono spunto da diversi tra i numerosi indirizzi psicoterapeutici e sorrette da una abbondante esperienza sul campo. |
Attività terapeutica |
Attività pratica |
- Psicoterapia di gruppo ed individuale
- Recupero anni scolastici
- Recupero esami universitari
- Ergoterapia
- Musicoterapia
- Comunità mista specializzata in terapia di coppia e con figli
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- Studio della fotografia - lavorazione in terracotta e ceramica
- Manutenzione del verde esterno
- Coltivazione dell'orto ad utilizzo interno
- Allevamento di animali domestici
- Restauro mobili
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STRUTTURA |
Villa panoramica sulla città Iscritta all'Albo Regionale delle Comunità Terapeutiche per un modulo di 15 posti letto |
- 6 camere da letto
- 6 bagni con doccia o vasca
- 1 salone
- 1 salA mensa
- 1 cucina con dispensa
- 1 ufficio
- 1 lavanderia
- 1 locale adibito a settore pulizia ed igene
- 1 locale adibito a laboratorio artigianale
- 1 garage manutenzione
- 1 ampio porticato
- 1 campo da calcetto
- 11.000 mq. di terreno recintato
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3. Reinserimento |
Volli, Sempre volli, Fortissimamente volli. (V. Alfieri) |
VERIFICA DI QUANTO APPRESO IN COMUNITA' |
Dopo l'accoglienza e la comunità terapeutica il RIENTRO è la tappa finale del programma. Nella comunità la vita si svolge in un ambiente protetto, chiuso, organizzato, dove l'attività è soprattutto interiore; nella fase del rientro il giovane si trasferisce in una nuova residenza, organizza diversamente la sua giornata, pur mantenendo un rapporto con la comunità, deve assumersi delle responsabilità individuali maggiori. Il passaggio deve essere fatto gradualmente e rappresenta un momento delicato, poiché difficile è l'impatto con la realtà di tutti i giorni, con le responsabilità concrete del vivere fuori dalla comunità protetta. I momenti in cui il rientro si articola sono tre e di essi diamo le linee fondamentali, premettendo che questa fase del programma è quella dove maggiormente l'intervento viene calibrato caso per caso.
Nella fase del reinserimento il giovane compie con gradualità la sua normalizzazione attraverso una socializzazione positiva ed equilibrata. Essa si divide in fase A, fase B e fase C.
Nella fase A, valgono ancora molte regole e molta disciplina; il tutto viene supportato da incontri con gli operatori.
La fase B è un ulteriore e concreto avvicinamento alla realtà e all'indirizzo che il giovane vuole dare alla propria vita in termini di lavoro e di rapporti umani; deve valutare con realismo cosa chiede e cosa ha da offrire, deve consolidare la fiducia in se stesso e negli altri e uscire definitivamente da una situazione terapeutica, anche in questa fase il contatto con gli operatori è costante.
Nella fase C, il giovane deve assicurarsi un alloggio ed un lavoro al di fuori del programma, deve essere autonomo materialmente così come lo è ormai moralmente.
Concluso questo cammino il ragazzo, con molta commozione, attende la sua " graduazione" che lo porterà ad affrontare il futuro armato di quegli strumenti che ora possiede.
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LA STRUTTURA |
Fabbricato civile - appartamento nel centro cittadino |
- 3 camere da letto
- 2 bagni
- 1 salone
- 1 cucina
- 1 sala pranzo
- 1 terrazzo
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Responsabile: dott. Cataldo Golino (Sociologo) Attività: Psicoterapia di gruppo ed individuale |
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